Acqua minerale e diete iposodiche

Il sodio rappresenta uno degli elementi caratterizzanti di un’acqua minerale. La sua concentrazione deriva dalla natura delle rocce con cui l’acqua minerale è stata a contatto. A differenza del calcio e del magnesio, il cui introito nella civiltà industrializzata risulta essere basso, quello del sodio è sicuramente eccessivo, superando di gran lunga i limiti raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’eccessivo introito sodico è legato soprattutto all’elevato contenuto di sale presente nella maggior parte dei cibi che consumiamo. La ricerca scientifica, in campo nutrizionale, ha messo in evidenza la stretta correlazione che esiste tra quantità di sodio consumato e il rischio di sviluppare ipertensione arteriosa. Anche l’assunzione di acque minerali ad elevato contenuto di sodio contribuisce all’eccessivo introito del minerale e, aspetto parimente importante, riduce la capacità dell’organismo di assimilare il calcio naturalmente presente nell’acqua.

La normativa di riferimento per le acque minerali stabilisce che solo un’acqua che ha un contenuto di sodio inferiore ai 20 mg/l può essere indicata per le diete iposodiche. Inoltre, il limite dei 20 mg/l di sodio, rappresenta un pre-requisito essenziale per poter riconoscere un’acqua minerale come acqua indicata per la preparazione degli alimenti dei neonati e dei lattanti.

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