Il calcio in gravidanza e correlazione calcio-sodio

Durante la gravidanza si innescano dei meccanismi adattivi riguardanti l’omeostasi del calcio e principalmente si osservano un aumento dell’assorbimento del calcio a livello intestinale, una diminuzione delle perdite di calcio a livello renale e un aumento del riassorbimento osseo. Si tratta di meccanismi adattivi che servono a fronteggiare l’aumento delle richieste di calcio.

Circa 25-30 g di calcio vengono trasferiti dalla madre al feto durante la gravidanza, in particolare durante il terzo trimestre, quando il feto mostra la necessità di irrobustire la sua struttura scheletrica, assicurandosi un corretto sviluppo.

Durante la gravidanza la richiesta di calcio diventa di circa 1200 mg al giorno al fine di assicurare importanti funzioni fisiologiche e nutrizionali sia alla madre che al nascituro.

Maggiori richieste di calcio del corpo possono essere compensati aumentando l’apporto di questo minerale con la dieta. Tra le varie fonti alimentari ricche di calcio anche l’acqua minerale con un adeguato contenuto di calcio andrebbe presa in considerazione. Infatti acque con un buon contenuto di calcio e un basso livello di sodio contribuiscono a fornire un’adeguata percentuale di calcio. Quando i livelli di questo minerale raggiungono valori inadeguati, l’organismo della madre ne incrementa la mobilitazione dalle ossa, mantenendone costanti i livelli nel sangue. Tale strategia predispone a una serie di patologie quali osteopenia e osteoporosi, rischio di nascita pre- termine e basso peso alla nascita, rischio di ipertensione in gravidanza.

D’altra parte anche il contenuto di sodio nelle acque resta cruciale. Visto che in gravidanza si tende ad introdurre troppo sodio con la dieta e di conseguenza vi è una maggiore predisposizione alla ritenzione idrica, sarebbe auspicabile assumere una bassa quantità di sodio con l’acqua.

Böhmer e coautori in uno studio sulla rivista scientifica Osteoporosis International (11 (11), 938-943) ricordano che i fattori di assorbimento del calcio nelle acque sono simili e, in alcuni casi, persino migliori dei prodotti caseari, soprattutto se il sodio si trova in piccole concentrazioni (Na+ entro 20 mg/L). Il sodio può aumentare l’eliminazione del calcio urinario e influire negativamente sulla sua capacità di assorbimento. Esiste una correlazione fisiologica tra calcio e sodio. Pertanto le persone dovrebbero scegliere l’acqua con un basso contenuto di sodio poiché le diete iposodiche promuovono l’assorbimento del calcio. Diversi studi hanno dimostrato l’effetto limitante del sodio sull’assorbimento del calcio a livello cellulare. È stato stimato che circa un grammo di sodio fa perdere con le urine circa 20 mg di calcio aumentando notevolmente il fabbisogno di calcio per il ripristino della calcemia. Il meccanismo fisiopatologico alla base dell’ipercalciuria sarebbe legato all’effetto del sodio nell’incremento del volume plasmatico, che ne favorisce la filtrazione a livello renale. In questo contesto, un consumo abituale di due litri di acqua Lete in un giorno, grazie al suo naturale equilibrio chimico con un adeguato contenuto di calcio (310 mg/L) e un basso contenuto di sodio (5,1 mg/L) fornisce circa 630 mg di calcio, e rappresenta un valido aiuto in particolare per le donne in gravidanza per ripristinare livelli adeguati di calcio.

Recent Posts

Leave a Comment