Acqua povera di sodio: cosa significa e come leggerla in etichetta

Il contenuto di sodio è uno dei dati riportati nell’analisi chimica delle acque minerali naturali e spesso è associato all’espressione “acqua iposodica”. Non sempre, però, è chiaro che cosa significhi esattamente questa dicitura e quali criteri normativi regolino il suo utilizzo in etichetta.

Nel caso delle acque minerali naturali, il sodio è considerato un elemento della composizione minerale complessiva e viene misurato, come gli altri sali, in milligrammi per litro (mg/L). Le indicazioni come “a basso contenuto di sodio”, “povero di sodio” o “iposodica” sono disciplinate da norme specifiche e rimandano a soglie quantitative precise.

Conoscere il significato di acqua iposodica, sapere quali limiti consentono l’uso di questa dicitura e dove trovare il valore del sodio in etichetta permette di leggere in modo più consapevole le informazioni riportate sulle etichette delle acque minerali. Nel quadro complessivo di conoscenza delle acque minerali rientrano anche il residuo fisso, che classifica le acque in base alla mineralizzazione totale, e la definizione stessa di acqua minerale naturale.

Cosa significa “acqua iposodica”?

In ambito tecnico, quando si parla di acqua povera di sodio o acqua a basso contenuto di sodio ci si riferisce alle acque iposodiche, ossia a quelle in cui il tenore di sodio è particolarmente contenuto. La disciplina specifica delle acque minerali naturali indica come iposodiche le acque in cui il sodio è inferiore a 20 mg/L. L’espressione “acqua povera di sodio” o “acqua iposodica” è quindi un modo sintetico per indicare un’acqua che rientra nei limiti previsti per le acque a ridotto contenuto di sodio.

Cosa indica il valore del sodio nelle acque minerali?

Il sodio (Na) indicato nell’analisi chimica è uno dei tanti elementi che concorrono a definire la composizione minerale di ciascuna acqua. Il suo valore, espresso in mg/L, riflette le caratteristiche geologiche dei terreni attraversati dall’acqua lungo il suo percorso sotterraneo e può variare in modo significativo da un’acqua minerale all’altra.

La normativa sulle acque minerali naturali utilizza il tenore di sodio per individuare alcune categorie specifiche. In particolare, si parla di acque iposodiche quando il sodio è inferiore a 20 mg/L., mentre si parla di acque sodiche quando il sodio è superiore a 200 mg/L.

Il dato del sodio va inoltre considerato insieme agli altri parametri, come il calcio e il residuo fisso, che offre una visione d’insieme della mineralizzazione complessiva e che viene approfondito nell’articolo.

Dove leggere il sodio in etichetta

Per individuare se un’acqua è povera di sodio è necessario consultare l’etichetta, dove per le acque minerali naturali sono riportati in modo regolamentato sia l’elenco dei sali principali sia le eventuali diciture nutrizionali ammesse. Il sodio si trova all’interno del riquadro dedicato all’analisi chimica, indicato con il simbolo “Na e il valore espresso in mg/L.

In genere, per leggere questo dato si possono seguire pochi passaggi: individuare in etichetta la sezione “Analisi chimica” o equivalente, cercare la voce “Sodio (Na) tra gli elementi riportati e verificare il valore numerico in mg/L confrontandolo con la soglia dei 20 mg/L alla quale corrisponde la dicitura “a basso contenuto di sodio”.

Accanto all’analisi chimica possono comparire anche altre informazioni, come la classificazione in base al residuo fisso o eventuali caratteristiche chimiche prevalenti. Un quadro complessivo della composizione di Acqua Lete, compreso il valore di sodio, è riportato anche nella sezione La nostra acqua del sito istituzionale.

Acqua iposodica e proprietà benefiche alla salute

Sulle etichette delle acque minerali naturali possono essere riportate indicazioni sulle proprietà benefiche per la salute, come ad esempio, indicata per le diete iposodiche oppure indicata per la preparazione degli alimenti per i lattanti.

Tali indicazioni dipendono dal grado complessivo di mineralizzazione è integrato dalle caratteristiche proprie di ogni acqua minerale, determinate dalla prevalenza o scarsità di specifici minerali, tra cui il sodio.

Il suo contenuto contribuisce a delineare il profilo dell’acqua e può assumere rilievo ai fini di particolari indicazioni. L’eventuale menzione in etichetta di proprietà favorevoli connesse al sodio è ammessa solo previa autorizzazione del Ministero della Salute.